Il Tavolo di Coordinamento Operativo per l’Immigrazione e l’Intercultura del Municipio VIII di Roma

E’ stato recentemente costituito presso il Municipio VIII del Comune di Roma un “Tavolo di Coordinamento Operativo per l’Immigrazione e l’Intercultura”, cui APS Che Guevara partecipa.

Il tavolo, già informalmente costituito e operativo da circa un anno,  è aperto alle associazioni del privato sociale interessate a farne parte.

Nell’ambito dei lavori del Tavolo, APS Che Guevara ha recentemente contribuito all’elaborazione di due progetti, uno per meglio orientare l’operato dei servizi pubblici verso le comunità straniere e uno per sperimentare modalità innovative di apprendimento della lingua italiana. Gli elaborati sono stati sottoposti alla valutazione del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).

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L’Italia che vorrei

Questa lettera è stata pubblicata sul manifesto di venerdì 8 aprile 2016.

L’intervento di Piero Bevilacqua sul Manifesto del 2 aprile che trae spunto dal riconoscimento della rivista Fortune a Mimmo Lucano, sindaco del Comune di Riace, ha messo ancora una volta l’accento sull’immigrazione come risorsa; una opportunità, dunque, e non una minaccia, che nasce mettendo insieme con semplice lungimiranza l’analisi dei bisogni del territorio, l’emergenza migranti e la crisi economica e occupazionale. Vale la pena di ricordare che sul tema intervennero lo stesso Bevilacqua, Tonino Perna e Alfonso Gianni (maggio 2015) e che il 29 settembre 2015 fu lanciato un appello a più voci, ma che una concreta e robusta iniziativa in tal senso non si è ancora vista. Eppure, mettere in sinergia competenze e forza lavoro con grandi bisogni strutturali ha spesso rappresentato una via di uscita anche per gravi momenti di depressione economica: ad esempio negli anni ’30, negli USA, la Tennessee Valley fu l’emblema di un grandioso risanamento territoriale attraverso il coinvolgimento di una cospicua forza lavoro. In luoghi più vicini a noi, si rammenta l’epopea degli “scariolanti” ravennati che vennero (1884) da Ravenna a fare la bonifica di Maccarese, Ostia e Porto, anche incoraggiati  da Continua a leggere

Corridoi umanitari

S. Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Chiesa valdese sono riusciti a organizzare punti di accoglienza e verifica in Marocco e Libano e a far conseguire il permesso per motivi umanitari a soggetti particolarmente vulnerabili. Sono previsti 1000 ingressi organizzati con questo metodo. Può sembrare poco rispetto ai più di 900.000 arrivi del 2015, ma la speranza è che altre organizzazioni riescano a muoversi nello stesso modo e ad agevolare il passaggio di queste persone – spesso bisognose di cure molto urgenti – in Europa. La prima famiglia, con una bambina malata di tumore che necessita di importanti e urgenti cure – è atterrata il 4 febbraio 2016 al Terminal 3 di Fiumicino.

v.a. http://www.internazionale.it/opinione/stefano-liberti/2015/12/17/italia-profughi-corridoi-umanitari