Il messaggio di Fine Anno del Presidente della Repubblica

Citazione

EXTRACTS

Sentirsi “comunità” significa condividere, valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Vuol dire anche esssere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee, rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore. So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.

Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena. Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune. (…) La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.  Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro. (…)

Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi. Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.

(…) non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società.

(…) Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. (…) È l'”Italia che ricuce” e che dà fiducia. (…) Si tratta di realtà che (…), sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Anche per questo vanno evitate “tasse sulla bontà“.

L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.

(…) rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia. La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.

Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.

(…)

Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l’impegno per il bene comune

IL TESTO

https://www.repubblica.it/politica/2018/12/31/news/messaggio_di_fine_anno_di_mattarella_il_testo_integrale-215586193/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T2

IL VIDEO

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/sicurezza-manovra-e-unita-il-discorso-di-fine-anno-di-sergio-mattarella/323621/324240?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T2

 

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Il Tavolo di Coordinamento Operativo per l’Immigrazione e l’Intercultura del Municipio VIII di Roma

E’ stato recentemente costituito presso il Municipio VIII del Comune di Roma un “Tavolo di Coordinamento Operativo per l’Immigrazione e l’Intercultura”, cui APS Che Guevara partecipa.

Il tavolo, già informalmente costituito e operativo da circa un anno,  è aperto alle associazioni del privato sociale interessate a farne parte.

Nell’ambito dei lavori del Tavolo, APS Che Guevara ha recentemente contribuito all’elaborazione di due progetti, uno per meglio orientare l’operato dei servizi pubblici verso le comunità straniere e uno per sperimentare modalità innovative di apprendimento della lingua italiana. Gli elaborati sono stati sottoposti alla valutazione del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).

L’Italia che vorrei

Questa lettera è stata pubblicata sul manifesto di venerdì 8 aprile 2016.

L’intervento di Piero Bevilacqua sul Manifesto del 2 aprile che trae spunto dal riconoscimento della rivista Fortune a Mimmo Lucano, sindaco del Comune di Riace, ha messo ancora una volta l’accento sull’immigrazione come risorsa; una opportunità, dunque, e non una minaccia, che nasce mettendo insieme con semplice lungimiranza l’analisi dei bisogni del territorio, l’emergenza migranti e la crisi economica e occupazionale. Vale la pena di ricordare che sul tema intervennero lo stesso Bevilacqua, Tonino Perna e Alfonso Gianni (maggio 2015) e che il 29 settembre 2015 fu lanciato un appello a più voci, ma che una concreta e robusta iniziativa in tal senso non si è ancora vista. Eppure, mettere in sinergia competenze e forza lavoro con grandi bisogni strutturali ha spesso rappresentato una via di uscita anche per gravi momenti di depressione economica: ad esempio negli anni ’30, negli USA, la Tennessee Valley fu l’emblema di un grandioso risanamento territoriale attraverso il coinvolgimento di una cospicua forza lavoro. In luoghi più vicini a noi, si rammenta l’epopea degli “scariolanti” ravennati che vennero (1884) da Ravenna a fare la bonifica di Maccarese, Ostia e Porto, anche incoraggiati  da Continua a leggere

Corridoi umanitari

S. Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Chiesa valdese sono riusciti a organizzare punti di accoglienza e verifica in Marocco e Libano e a far conseguire il permesso per motivi umanitari a soggetti particolarmente vulnerabili. Sono previsti 1000 ingressi organizzati con questo metodo. Può sembrare poco rispetto ai più di 900.000 arrivi del 2015, ma la speranza è che altre organizzazioni riescano a muoversi nello stesso modo e ad agevolare il passaggio di queste persone – spesso bisognose di cure molto urgenti – in Europa. La prima famiglia, con una bambina malata di tumore che necessita di importanti e urgenti cure – è atterrata il 4 febbraio 2016 al Terminal 3 di Fiumicino.

v.a. http://www.internazionale.it/opinione/stefano-liberti/2015/12/17/italia-profughi-corridoi-umanitari