Il Global Compact for Migration sul problema delle rimesse

Dal primo gennaio entrerà in vigore in Italia una tassa dell’1,5% sui trasferimenti di denaro all’estero.

Questa decisione è stata criticata perché rappresenta un ulteriore aggravio sulle rimesse degli stranieri verso la famiglie in madrepatria.

Si sono alzate anche voci a difesa del provvedimento con varie motivazioni come quella che rimesse e trasferimento di capitali all’estero sarebbero equiparabili oppure che sia giusto fare così trattandosi di profitti in larga misura illegali o frutto di lavoro nero.

Una visione di insieme del problema è proposta nel Global Compact for safe, orderly and regular migration [GC], dove all’obiettivo 20 si sostiene che si dovrebbe promuovere un trasferimento più veloce, sicuro e meno costoso delle rimesse e incoraggiare processi di inclusione finanziaria dei migranti (Promote faster, safer and cheaper transfer of remittances and foster financial inclusion of migrants).

Innanzitutto nell’impegno 36 del [GC] si mettono in relazione i processi legati alle rimesse con lo stato di benessere dei lavoratori migranti e si precisa come non debbano essere equiparati agli altri flussi internazionali di denaro.

Fra le azioni praticabili, il [GC] evidenzia quelle volte a

ridurre i costi a meno del 3% e a eliminare i corridoi per le rimesse con costi superiori al 5%; risultato da raggiungere entro il 2030;

assicurare che le misure di contrasto ai flussi finanziari illeciti e al riciclaggio non penalizzino le rimesse dei migranti con politiche eccessive o discriminatorie;

incentivare politiche che favoriscano la concorrenza fra i servizi di trasferimento del denaro, avendo cura di sviluppare metodologie che distinguano le rimesse dai flussi illegali;

incentivare soluzioni tecnologiche, anche per includere le popolazioni finora sotto-servite, comprese quelle delle aree rurali ovvero le persone scarsamente alfabetizzate e quelle con disabilità;

promuovere l’alfabetizzazione finanziaria dei migranti e delle loro famiglie attraverso appropriati percorsi di formazione, con particolare riguardo all’alfabetizzazione di genere per incoraggiare la partecipazione attiva delle donne in economia;

incoraggiare l’investimento nello sviluppo e nell’imprenditoria locali attraverso strumenti come le sovvenzioni o i bond comunali per accrescerne la potenzialità trasformativa al di là della finalità domestica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...